La La L' iPhone

È inutile nascondersi dietro ad un dito. A quasi un mese di distanza dalla cerimonia 2017 degli Academy Awards, ai più conosciuti come Oscar, solamente un nome, o per meglio dire un titolo, è rimasto impresso nella mente di tutti, addetti ai lavori e non: La La Land.

Complice la pessima figura fatta dall’organizzazione durante le premiazione più importante, quella per il miglior film, che tra l’altro l’ha visto uscire sconfitto, complici i migliaia di meme comparsi sul quel fantastico mondo che è l’internet nei giorni e nelle settimane successive, questo “Musical Moderno” è riuscito certamente nell’impresa di essere ricordato, impresa che ogni aspirante al mondo dello spettacolo sogna fin dall’infanzia.

La domanda però sorge spontanea: perché tanta enfasi?

La trama è qualcosa di mai visto prima? No, direi di no.

Le interpretazioni degli attori sono magistrali? Non malvagie per carità, ma la risposta rimane no.

La regia è superba? Si è visto di certamente di meglio, forse anche questo stesso anno, quindi no.

Il film quindi è un capolavoro? La risposta, date le precedenti, parrebbe scontata, ma il cinema non è matematica. Quindi si, il film è un capolavoro.

L’innovazione che La La Land è riuscito a portare in un genere così radicato e “statico” come il Musical, è certamente l’elemento che riesce a renderlo indimenticabile. Perché nonostante segua l’andamento classico che il genere a cui appartiene detta, ed è costretto a farlo, semplicemente per non uscire dai canoni standard ed essere confuso con qualcosa altro, inserisce elementi molto più profondi di quelli a cui ci eravamo abituati.


Questo film è stata quindi la scintilla che fatto rinascere il Musical agli occhi di tutto il mondo.

E anche se un film del genere può sembrare un caso, frutto della brillante idea di un produttore, in realtà è il risultato di un lungo processo di innovazione del mondo del Musical.

A Broadway infatti, patria di questo genere teatrale, da qualche anno si è potuto assistere ad un vero e proprio boom di sceneggiature originali che hanno avuto un successo di pubblico pazzesco, inizialmente sul suolo americano, per poi espandersi ultimamente anche su quello europeo.

Data questa sorta di “rivoluzione” teatrale, l’attenzione mediatica è cresciuta sempre di più e con lei anche gli investimenti compiuti per cercare di raggiungere una platea sempre più ampia.

Un esempio lampante di ciò di cui sto parlando è certamente lo show di apertura di Neil Patrick Harris (ai più meglio conosciuto come Barney di How I Met Your Mother) ai Tony Award 2013, ovvero il premio annuale per le migliori opere teatrali (Musical compresi) del distretto di Broadway. Per la prima volta in quell’anno infatti, i premi venivano consegnati nell’enorme Radio City Music Hall di New York, un grosso cambiamento in ordine di spazi rispetto al ben più piccolo Beacon Theatre in cui si svolgeva la cerimonia negli anni precedenti.


È stato davvero legge…non muovetevi….dario!!

Data questa lunghissima premessa, ora ho tutti gli elementi per potervi spiegare il titolo.

L’iPhone è stato certamente il prodotto che ha fatto conoscere alle grandi masse la Apple e l’ha fatto di diventare il brand che oggi tutti noi conosciamo. E anche se un oggetto del genere può sembrare un caso, frutto di una brillante idea di Steve Jobs, in realtà è il risultato di un lungo processo di innovazione nel mondo degli accessori elettronici portatili.

Ed è proprio per questo che La La Land è l’ “iPhone dei musical”.

L’era dei Musical è appena (ri)iniziata gente e vedrete che, come la Apple, non ce ne libereremo molto facilmente.


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